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Ricordo di Maria Follieri

Ricordo di Maria Follieri Con la riservatezza e la serenità che l’hanno contraddistinta tutta la vita, Maria Follieri si è spenta all’inizio del 2012, in seguito a complicazioni operatorie, assistita dai suoi allievi, a cui era molto affezionata e che considerava la sua famiglia. Maria Follieri era nata a Roma nel 1932, dove si è laureata in Scienze Naturali all’Università La Sapienza nel 1954 ed è stata libero docente in Paleobotanica dal 1965. Sin dal 1955, ha sviluppato nell’ateneo romano la ricerca e la didattica della Paleobotanica, prima come assistente volontario, poi dal 1969 come professore incaricato, e successivamente, dal 1980, come professore associato di Paleobotanica. Dal 1986 al 1991 è stata professore di prima fascia di Botanica presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, insegnando contemporaneamente la Paleobotanica. Nel 1991 è passata alla cattedra di Paleobotanica fino alla pensione, nel 2004. L’attività scientifica di Maria Follieri è documentata da oltre 200 pubblicazioni a stampa ed è stata ampiamente illustrata in congressi che l’hanno portata ad essere conosciuta e apprezzata in tutti i continenti. La sua versatilità le ha permesso di indirizzare la sua ricerca verso numerose tematiche paleobotaniche, da quelle evoluzionistiche a quelle paleofloristiche e paleovegetazionali, tecnologico-paletnologiche e paleoecologiche. paletnobotaniche, paleoclimatiche e Pochi sanno che Maria Follieri ebbe a soli 27 anni un incarico di insegnamento a Parma dove, presso il laboratorio di Fausto Lona, ha compiuto i primi passi in palinologia, la disciplina che diventerà la “passione” della sua vita professionale. Fin dagli anni ’60 la presenza di Maria Follieri è stata dunque importante non solo a livello regionale o nazionale ma, soprattutto, a livello internazionale, cosa molto rara per una donna italiana. È stata promotrice, nel 1966, della costituzione dell’International Work Group of Palaeoethnobotany, gruppo di ricerca ancora attivo in quella branca della paleobotanica, l’archeobotanica, che è fondamentale nella ricerca archeologica. Maria Follieri ha allargato, con i suoi lavori originali, il panorama di applicazioni della paleobotanica, estendendolo al mondo dei beni culturali. La sua produzione scientifica in questo ambito va dal paleolitico al neolitico, al bronzo, alle civiltà protopalaziali del Mediterraneo e dell’Anatolia, alle civiltà degli Etruschi, delle colonie greche in Italia meridionale e dei Romani. Occupandosi dell’origine e dello sviluppo dell’agricoltura, ha individuato le più antiche tracce di pratiche agricole finora conosciute in Italia peninsulare, risalenti ad oltre 7000 anni fa, e ha indagato sul significato di resti carpologici, antracologici e fitolitici in contesti domestici, funerari, sacrificali e monumentali. Nel campo degli studi evoluzionistici con applicazioni cronostratigrafiche ha avviato in Italia ricerche su felci acquatiche fossili. Negli studi su paleoflore e paleovegetazioni ha compiuto estese ricerche paleobotaniche e palinologiche in Italia centrale per approfondire la conoscenza dei cambiamenti di clima e vegetazione durante il Quaternario. I lavori di maggior rilievo in questo campo sono quelli riguardanti le analisi polliniche di lunghe sequenze sedimentarie quaternarie che hanno consentito sviluppi sorprendenti nelle conoscenze ecologiche, paleoecologiche e cronologiche, mettendo in evidenza nuove potenzialità interpretative dei dati paleobotanici. Alla fine degli anni ’80 e negli anni ’90 le sue ricerche su lunghe sequenze lacustri italiane, principalmente quelle sul Lago del Fucino e su Valle di Castiglione, si inseriscono in progetti europei. Maria Follieri, infatti, oltre a un gran numero di progetti ministeriali e CNR, ha coordinato 2 progetti dell’Unione Europea ed è stata responsabile scientifico di altri 3 progetti europei. Le ricerche svolte nell’ambito di questi cinque progetti hanno consentito di intensificare i rapporti scientifici con numerose équipes internazionali (Barcellona, Cambridge, Postdam, Edimburgo, Marsiglia, Dublino, Lisbona, Salonicco, Stoccolma, ecc.) così che il Laboratorio di Palinologia e Paleobotanica di Roma è oggi un punto di riferimento per queste discipline nel Mediterraneo. Negli ultimi anni di attività scientifica, Maria Follieri ha seguito gli sviluppi più recenti delle ricerche in campo paleogenetico, partecipando con i suoi collaboratori al progetto “Fossilva” dell’Unione Europea, che ha collegato in modo interdisciplinare ricerche paleobotaniche e di biologia molecolare. All’interno della Società Botanica Italiana Maria Follieri, socia fin dal 1957, ha sempre avuto parte attiva. Dietro sollecitazione di Fabio Garbari, nel 1993 ha promosso l’istituzione del gruppo di Paleobotanica, che ha coordinato fino al 1999. Dal 2002 al 2005 è stata coordinatrice del gruppo di Palinologia. Maria Follieri era una donna in cui una grande vivacità intellettuale, accompagnata da un’inesauribile curiosità scientifica e da uno stretto rigore metodologico, ha caratterizzato la sua personalità fino alla fine. Era una donna dolce, molto discreta, rispettosa della vita e delle idee altrui. Era dotata di umorismo e sapeva vedere e affrontare con ironia le piccole e grandi sorprese che la vita le ha serbato. La sua riservatezza, da chi meno ha avuto occasione di conoscerla, può essere stata confusa con distacco. A chi rimane, ai suoi allievi e alle persone che hanno avuto occasione di imparare da lei, lascia un insegnamento profondo non solo in ambito scientifico, ma anche a livello umano. La nostra professoressa è stata un maestro di scienza e di vita.

Fondazione per la Flora Italiana
presso:
Società Botanica Italiana onlus
Via P.A. Micheli, 3 – 50121 Firenze

Tel. 055 2757379
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Referenti: Monica Nencioni, Lisa Vannini, Chiara Barletta.