- Sintesi del triennio 2009-2011
- Sintesi dell’anno 2011.
- Sintesi del triennio 2009-2011.
Nel triennio si è fondamentalmente continuato ad affrontare le tematiche messe a punto nel triennio precedente, che vedeva lo stesso coordinatore e consiglio del Gruppo: diffusione dell’utilizzo in Italia delle metodologie IUCN del 2001, e successivi aggiornamenti, per la redazione di liste rosse, la reintroduzione delle piante spontanee, con l’aggiunta di attività sull’uso sostenibile della flora spontanea nazionale ed europea. Nel triennio precedente in particolare si erano prodotti per i due primi temi trattati un volume speciale dell’Inf. Bot. Ital. dedicato alle liste rosse (“Flora da conservare” Vol. 40, suppl. 1, 2008) e una verifica dei casi di reintroduzione effettuati in Italia (50 casi target).
Nel triennio di cui trattasi, visto il successo delle iniziative sulle Liste Rosse, si è previsto di proseguire le attività di redlisting e aggiungere nuove iniziative. Sul piano nazionale ciò ha comportato l’avvio della nuova rubrica “fissa” sull’Inf. Bot. Ital. denominata “Schede per una Lista Rossa della Flora vascolare e crittogamica Italiana”; si è così avuta alla fine del 2010, con il Vol. 42 (2), pagg. 541-613, la prima uscita a stampa di 24 nuovi casi trattati dai soci, sotto la supervisione del sottoscritto, che ha coordinato un team di validissimi collaboratori dell’Università di Pavia e Genova (Thomas Abeli, Chiara Montagnani), in continuo contatto con Bruno Foggi (Università di Firenze e membro della IUCN SSC) e Domenico Gargano (Università di Cosenza), in stretto rapporto con il Gruppo di Floristica, ma anche per le Briofite, Licheni e Funghi.
Sul piano internazionale invece, si è avuta per la prima volta (almeno negli ultimi due decenni) un contatto diretto e positivo tra la SBI e la IUCN – Europa, con cui il Gruppo ha potuto finalmente interagire direttamente (cosa non avutasi nel triennio precedente), collaborando nella produzione di importanti liste IUCN, con la partecipazione a workshop a livello continentale e con una fitta rete di contatti. Il gruppo di coordinamento ha raccolto e incanalato le informazioni dall’Italia alla IUCN, dimostrando una capacità organizzativa unica in Europa e allo stesso tempo ha fatto si che fossero prodotte schede a stampa sull’Inf. Bot. Ital. anche per una nascente nuova “Lista rossa italiana”.
Si è riusciti quindi a coinvolgere in questo tentativo di nuovo assessment della flora italiana ai vari livelli geografici (nazionale, europeo, globale) gran parte dei botanici italiani, che hanno risposto con notevole interesse ed entusiasmo, divenendo largamente esperti del metodo IUCN. Numerosi sono stati gli incontri promossi, innanzitutto per meglio comprendere e rendere di larga conoscenza i criteri IUCN più recenti, stimolando discussioni sui metodi stessi e su numerosi esempi di indicizzazione per casi target di specie italiane minacciate, proposte dagli stessi soci.
Nel 2008 si erano prodotte a stampa schede per 30 Spermatofite, 2 Pteridofite, 4 Briofite, 2 Licheni e 2 Funghi. Nel volume del 2010: 19 Spermatofite, 5 Pteridofite.
Invece la redazione di una nuova Lista Rossa della Flora Italiana rimane un traguardo molto ambizioso e forse assai lontano da raggiungere. La speranza era quella di conseguire un obiettivo simile in realtà in tempi rapidi (3-4 anni), non però senza il supporto, anche finanziario, delle autorità governative nazionali preposte alla conservazione della biodiversità, come recentemente avvenuto ad esempio per la Spagna. Le ristrettezze economiche del periodo che viviamo, oltre ad una sempre scarsa considerazione a livello politico per i temi di conservazione della natura in generale, piuttosto che per la flora spontanea in particolare, purtroppo non hanno portato a questo risultato, almeno per ora. Tuttavia, l’entusiasmo dei botanici italiani non si è spento, anzi è cresciuto strada facendo, anche perché nel frattempo è aumentato l’interesse stesso della comunità internazionale e della IUCN verso la biodiversità floristica dell’Italia, grazie anche a contatti ufficiali tra questa organizzazione e la SBI, e la conseguente possibilità di partecipare a iniziative di assessment a livello più ampio, nell’ambito del Bacino Mediterraneo e della stessa Unione Europea; infatti, nel 2010 si è conclusa la fase di valutazione delle specie delle zone umide del Bacino Mediterraneo (coste europee, nord africane e del Medio Oriente), i cui risultati sono disponibili sul sito internet della IUCN(www.iucnredlist.org/initiatives/mediterranean). Sono state sottoposte a valutazione ben 473 taxa, durante tre anni di lavoro. Questa iniziativa IUCN è continuata nel solco di quella precedente incentrata sulla flora delle piccole isole del Mediterraneo e lascia ben sperare per la condivisione con la stessa IUCN di un approccio più biogeografico alla conservazione, sollecitato dai rappresentanti italiani SBI.
Inoltre, la IUCN, su incarico della EU, nel triennio ha proceduto (anche con la nostra collaborazione come SBI) alla redazione di una lista rossa per l’Unione (http://www.iucnredlist.org/initiatives/europe), che si prevede sarà di circa 2000 entità vegetali tra le più minacciate, in particolare le specie della Direttiva 92/43 CEE, della Convenzione di Berna, oltre che delle piante delle zone umide ed anche un contingente di specie selvatiche parenti di quelle coltivate, per l’evidente valore intrinseco che queste piante hanno per la nutrizione umana, almeno potenzialmente, e quindi da considerare per la conservazione (Crop Wild Relatives).
Di queste iniziative del resto ha dato testimonianza diretta la delegata IUCN Melanie Bilz (IUCN Cambridge, UK), con il suo intervento al 105° Congresso Nazionale della SBI, tenutosi l’anno scorso a Milano. Per la fine del 2011 si prevede l’uscita ufficiale della lista e poi anche la sua pubblicazione a stampa.
Tra i delegati italiani invitati agli incontri internazionali di assessment indetti nel 2009 e 2010 dalla IUCN ricordiamo: Simonetta Bagella (Sassari), Bruno Foggi (Firenze), Thomas Abeli (Pavia), Domenico Gargano (Cosenza) e Chiara Montagnani (Genova). Si ringraziano vivamente tutti i soci che in Italia hanno fornito alla SBI dati sulle specie in valutazione a livello internazionale (come del resto fa la IUCN sul suo sito, in relazione alle piante acquatiche del Bacino Mediterraneo).
Ultimo, ma non certo per importanza, è il risultato che i nuovi dati di assessment disponibili per le specie italiane sono entrati in molti casi anche negli assessment a livello globale, contribuendo a rappresentare la nostra flora nella lista mondiale della IUCN. Sul sito di questa organizzazione attualmente sono presenti oltre 200 entità per l’Italia, tra cui molte endemiche italiane minacciate, grazie appunto all’invio da parte dei botanici italiani di proposte di inserimento di tali entità e l’approvazione da parte della competente commissione IUCN (per le modalità di invio delle nuove proposte cfr. il sito internet IUCN).
Un secondo tema trattato poi è stato quello delle reintroduzioni, dopo che fu realizzato per l’Italia un primo censimento dei casi effettuati e dichiarati negli ultimi due decenni precedenti. Questi casi poi sono stati in parte trattati anche nell’ambito di una sintesi mondiale sull’argomento, e quindi base dati (assieme a molti altri) in una recente pubblicazione a cura di Sandrine Godefroid del Giardino Botanico nazionale del Belgio (cfr. Biological Conservation 2011, How successful are plant species reintroduction?).Il 26 Novembre 2010 si è tenuto a Milano un incontro nazionale con l’intervento dell’autrice di questa review e la presentazione di numerosi casi italiani, a cura dei soci e di altri interessati all’argomento.
Infine, tra le iniziative svoltesi nel passato triennio, va segnalato anche come terzo tema trattato “Uso sostenibile delle piante della flora spontanea”, svoltosi in forma di workshop nazionale il 5 Giugno 2009, presso la sede della Regione Lombardia, in collaborazione con il Centro regionale per la tutela della flora autoctona lombarda, CFA. Numerosi sono stati gli esempi provenienti da varie località italiane di casi di coltivazione e prima commercializzazione di piante spontanee, utili per la floricoltura, la nutrizione umana, l’uso officinale e il recupero ambientale. Interessanti anche gli interventi di “esterni”, come un’associazione di categoria di florovivaisti lombardi (Assofloro), che preannunciò l’avvio di un progetto su larga scala regionale, denominato poi POTPLANT, che vede la coltura e immissione sul mercato di 20 specie, con la produzione di 40.000 esemplari certificati. Inoltre fu fatto il punto sulla situazione europea del mercato sementiero per il recupero ambientale, grazie alla presenza di un ospite scozzese della ditta Scotia Seed, che preannunciò l’uscita della direttiva europea 2010/60/UE che dispone deroghe per la commercializzazione delle miscele di sementi di piante foraggere destinate a essere utilizzate per la preservazione dell’ambiente naturale, attualmente in fase di recepimento a livello degli stati membri, con apposite normative nazionali.
Sintesi dell’anno 2011.
Nel 2011 l’attività è continuata solo sul tema delle liste rosse, al fine di consolidare ulteriormente il risultato raggiunto nel triennio precedente.
Il 22 giugno si è tenuta a Firenze una nuova giornata di lavoro, dove si è fatto il punto sulle azioni in corso a livello nazionale ed europeo, nonché globale. Di particolare interesse la trattazione di casi target esposti dagli autori, riguardanti casi di specie estinte per l’Italia, situazione fino ad ora non trattata nelle schede per l’Inf. Bot. Ital. Inoltre, si è presentata la proposta, a cura di Domenico Gargano (Cosenza), per l’uso comune in futuro per l’Italia di un reticolo unico di 2×2 km per il calcolo dell’EOO (in pratica dell’areale): infatti la IUCN non da una griglia di sovrapposizione ai vari territori, ma ciò sembra utile quando si lavora su di un territorio unico come una nazione quale la nostra, evitando così interpretazioni personali. L’assemblea ha valutato positivamente la proposta, che dovrebbe essere formalizzata a breve con un articolo sulla nostra rivista. Inoltre, si è discusso sul proseguimento della produzione di schede di assessment per la flora italiana. Intanto è stato fatto presente che 40 schede nuove sono pronte o quasi per la stampa sulla rubrica dedicata dall’Inf. Bot. Ital. (stampa prevista per fine 2011 o primo semestre 2012).
Infine, si è discusso sulla precedenza da dare in futuro alle specie da sottoporre ad assessment. La proposta uscita è stata la seguente (a cura di Simone Orsenigo, Pavia), che verrà a breve messa in fase attuativa di collaboratori volontari al progetto “Lista rossa della flora italiana”:
specie incluse negli allegati della Direttiva Habitat (II in primis; IV e V in seguito), considerando per ora soltanto gli ambienti soggetti a maggiore minaccia a causa della pressione antropica, in particolare zone umide, colture in via di abbandono e coste marine.
Le specie i cui assesment sono già stati pubblicati (IBI 40+42) o in via di pubblicazione a breve (IBI fine 2011) sono state escluse, così come le specie endemiche italiane le cui valutazioni erano già state effettuate dalla IUCN in altri progetti (es: Top 50 del mediterraneo). Si è deciso di partire dalle 1020 specie dell’Atlante delle specie a rischio di estinzione di Scoppola e Spampinato, altrimenti il lavoro da effettuare sarebbe risultato insostenibile. In tutto risultano poco più di 360 specie (incluse le specie della direttiva habitat non ancora considerate); di ciascuna è stata valutata la distribuzione in Italia a livello regionale (Checklist, Notulae Informatore Botanico e Acta Plantarum, sito aggiornato di continuo) ed è stata aggiornata la nomenclatura (con sinonimi vecchi tra parentesi). Le specie sono state divise in endemiche del territorio nazionale e non endemiche.
La tabella risultante sarà diffusa a breve tra i partecipanti all’iniziativa, che dovrebbe proseguire almeno fino al 2013.
Il Coordinatore del Gruppo per la Conservazione della Natura
Prof. Graziano Rossi (Pavia)
24 Agosto 2011.
